ITINERARIO LONDINESE PER I FANS DEGLI STONES

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Londra è piena di locali e di luoghi legati alla storia della grande musica rock. Abbiamo già avuto modo di lasciare diversi indirizzi utili ai fans dei Pink Floyd e oggi faremo lo stesso con quelli degli Stones. Ecco allora una piccola guida rock a Londra, dove ho inserito luoghi iconici e consigli pratici.

IL NEGOZIO MONOMARCA A SOHO

E chi lo avrebbe detto, nel 1971, che una linguaccia rossa disegnata da uno studente del Royal College of Art potesse svettare, un giorno, tra le insegne delle vetrine più cool della centralissima Carnaby Street?!A Settembre 2020 infatti, i Rolling Stones hanno aperto il loro primo negozio monomarca proprio nel cuore di Londra, per festeggiare i 50anni del logo e il recente restyle dello stesso. Lo shop si chiama “RS No.9 Carnaby” e al suo interno ci sono centinaia di capi e accessori firmati Stones.

Foto credit David M. Benet

Foto credit David M. Benet

E’ bene ricordare, che l’ormai celebre bocca rossa con la linguaccia fu disegnata nel 1971 e comparve per la prima volta all’interno della copertina dell’album Sticky Fingers, pubblicato nello stesso anno; opera di John Pasche, il logo nacque come omaggio alla bocca carnosa di Mick Jagger e alla lingua della dea indiana Kali.
Sapete quanto fu la ricompensa per il giovane designer? 50 sterline, a cui se ne aggiunsero poi altre 26mila nel 1984, grazie ai diritti di pubblicazione. Il marchio Rolling Stones è da anni sotto la casa discografica Universal, che è complice di questa nuova apertura e che si occupa del management e della commercializzazione del brand, mentre l’allestimento dello store è stato curato congiuntamente dalla band e dalla società di merchandising Bravado. Ho letto che c’è un pavimento in vetro che contiene i testi delle canzoni, mentre i camerini sono abbelliti dalle famose copertine degli album, così come la vetrina, che presenta un’installazione di onde sonore tratta dall’apertura della hit track del 1966 Paint It Black. In vendita: borracce ecofriendly, ombrelli, t-shirt, zaini, felpe e giubbotti jeans.  Ma pare che la collazioni cambi continuamente e che ci sia in previsione l’uscita di una linea esclusiva di abbigliamento, che si chiamerà proprio come il negozio di Soho, oltre ad una futura collezione in collaborazione con Pantone, a celebrare lo Stones Red, la sfumatura di rosso acceso usata per rendere la linguacciuta degli Stones ancora più irriverente.

RS.N°9 CARNABY, 9 CARNABY STREET (SOHO)

 

I LOCALI DOVE ESORDIRONO GLI STONES: ESISTONO ANCORA?

PH Credit Sound of Universe

PH Credit Sound of Universe

Londra cambia alla velocità della luce e i luoghi legati alla musica spesso sono i prima a lasciare il posto a centri commerciali e banche. Questo il caso del mitico Marquee Club, tempio della musica live che dal 1958 al 1964 trovò la sua ubicazione al 165 di Oxford Street, non lontana da Denmark Street, un tempo quartier generale della Tin Pan Alley. E questo è uno dei motivi che spiegano come mai, al Marquee,  sino ai primi anni Sessanta si esibivano prevalentemente formazioni jazz o di skiffle. Il battesimo musicale dei RS avviene tra queste mura, il 12 luglio del 1962, davanti ad un pubblico curioso e attento. Oggi purtroppo il locale ha chiuso i battenti (dopo un paio di traslochi) e al suo posto, in zona Oxford Street,  trovate un negozio d’abbigliamento. Al Marquee nacquero altre leggendarie formazioni e si dice che il loro concerto fu messo in piedi dopo poche session di prova, a seguito dell’annuncio di Brian Jones, che allora era in cerca di musicisti di estrazione blues. All’annuncio risposero sia Keith che Mick, che si trovarono a provare in trio presso una piccola sala prove ubicata a pochi passi dal Marquee, all’angolo tra Broadwick Street (fine di Wardour Street) e Duck Lane, stabile che oggi ospita il negozio di dischi e libri, il “Sounds of the Universe” (7 Broadwick, Soho). Passateci se siete in zona! Per noi fans dei RS si tratta di un landmark! Lo shop è specializzato in vendita di dischi usati e negli anni §sessanta ancora non sisteva. Al suo posto c’era un tipico pub inglese, il Bricklayers Arms Pub (che oggi non esiste più) citato anche nel libro “Life” di Keith Richards.

SOUNDS OF UNIVERSE, 7 BROADWICK (SOHO) LONDRA

REGENT SOUND STUDIO PER LE PRIME REGISTRAZIONI. OGGI LO STUDIO E’ UN NEGOZIO DI CHITARRE

Foto di Gloria Annovi

Foto di Gloria Annovi

Pochi passi dal negozio ed eccoci al civico n° 4 di Denmark Street, via già citata e recensita sul nostro portale. Si tratta di una piccola via dove risidono diversi negozi di chitarre e strumenti musicali, un tempo cuore pulsante della Tin Pan Alley, industria musicale americana che aveva ricreato proprio su Denmark Street il suo polo commerciale londinese, oggi è un microscopico paradiso rock.  Uffici, sale prova, studi di registrazione: negli anni Sessanta erano tutti concentrati qui quelli della Tin Pan Alley e il Regent Sound Studio era parte di questo music business. Ed è proprio dentro questo ex studio di registrazione che gli Stones registrarono i loro primi 2 album: “non era altro che una stanzetta piena di cartoni delle uova provvista di un registratore Grunding” lo definì Keith Richards, ma negli anni Sessanta/Settanta (primissimi 70) era comunque la Mecca di tanti grandiosi artisti: Van Morrison, Kinks o Black Sabbath, che qui registrarono Paranoid. Oggi è un negozio di chitarre specializzato in Fender e Gretsch, ma ha custodito la vecchia sala d’incisione, dove si può ancora registrare, testare chitarre o semplicemente scattare una foto tra i cimeli e le foto appese in negozio.

REGENT SOUND, 4 DENMARK ST. (vinico a Oxford Street) LONDRA

UN HAMBURGER NEL LOCALE DI BILL WYMANN

Foto di Gloria Annovi

Foto di Gloria Annovi

Parlando di album iconici degli Stones io sono un pò fissata con Sticky Fingers, album del 1971, la cui celebre copertina venne disegnata dall’artista pop Andy Warhol; un disco che fece scalpore nella sua versione originale LP, dove Andy, sulla copertina, aveva fatto inserire una vera zip sui jeans fotografati da Billy Name. Pantaloni che vedevano un evidente rigonfiamento sulla zona inguinale… In Spagna, la copertina originale fu ritenuta troppo scandalosa e venne sostituita dalla non meno sinistra foto di un barattolo dal quale spuntavano delle dita femminili. I brani, la storia legata alla realizzazione del disco e della cover lo rendono uno degli album più iconici e dei miei preferiti, insieme ad Exile on Main St. Se la pensate come me dovete assolutamente andare sino al quartiere residenziale di Kensington, per fare uno spuntino da Sticky Fingers, il locale aperto dall’ex bassista degli Stones, Bill Wymann. Entrando si viene accolti da una colonna sonora a tema (solo pezzi degli Stones e blues) e alle pareti ci sono cimeli e memorabilia, come i bassi appartenuti allo stesso Wyman o i suoi spartiti. Servizio veloce e prezzi medi (siamo sulle 40 sterline in due), considerando che siamo a casa dei Rolling Stones ed in uno dei quartieri più cari della città. A due passi dal locale, passato il parco, trovate anche la Tower House di Jimmy Page, dove tutt’ora vive con la sua giovane fidanzata Scarlet.

STICKY FINGERS, 1A PHILLMORE GARDENS (KENSINGSTON), LONDRA

NELLA COPERTINA “GREEN” DI BETWEEN THE BUTTONS

uno degli scatti di Mankowitz

uno degli scatti di Mankowitz

Se cercate un’oasi verde in quel di Londra, meno turistica di Hyde Park e più vicina dei Kew Garden, quello che fa per voi è Primrose Hill, collina situata nella parte nord di Regent’s Park, a nord della città e vicinissimo a Camden. Sulla guida rock a Londra di Francesca Fabi ho scoperto che è proprio in questo angolo bucolico, che nel 1966, i Rolling Stones vengono immortalati da l’obiettivo del fotografo Gered Mankowitz per le foto di copertina di Between the Buttons, registrato tra Londra e Los Angeles. E se negli anni Cinquanta Primrose Hill era abitata da poeti e scrittori, oggi è zona residenziale abitata da attori e cantanti, vedi Tim Burton, Gwen Stefani o l’attore Jude Law.  In questa zona si passa dalle case dai colori  pastello di Chalcot Square, alla tipica architettura vittoriana, ma la cosa più bella per noi turisti è la vista che offre su Londra: London Eye, St Paul’s Cathedral, The Shard e Canary Wharf che svettano all’orizzonte, quasi fossimo entrati in una cartolina! La collina è situata nella parte nord del Regent’s Park, un tempo zona di caccia del re Enrico VIII. Consiglio di mettere sul navigatore la zona di Regent’s Park Village per trovarla, zona ricca di ottimi ristoranti e negozietti; ancora qualche minuto a piedi e poi sarete finalmente arrivati a destinazione.

DOVE VISSERO MICK E LA FAITHFULL? 

ph credit Rock Tours of London

ph credit Rock Tours of London

Ad oggi non si contano le proprietà di Keith, Ronnie, Mick e Charlie, che si trovano per lo più tra America, Inghilterra, Italia e, nel caso di Keith, anche in Jamaica. Ma è nel cuore di Londra, e per la precisione nel quartiere di Chelsea, che tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta visseo sia Keith Richards, che Mick Jagger e poi, anche Ronnie Wood. Oggi lussuosa via abbellita da storiche case in tipico stile vittoriano è Cheyne Walk, che nel corso dei secoli è stata la casa di poeti, musicisti e personaggi della politica internazionale. Al civico 3 della via, Keith Richards acquistò una proprietà ottocentesca con i primi soldi ricavati dalle vendite dei loro dischi, lo stesso fecero anche Mick Jagger e Marianne Faithfull, che si trasferirono al civico 48. Le targhette blu della National Trust ci ricordano che al numero 4 di Cheyne Walk visse invece il romanziere George Eliot, che morì proprio tra queste mura nel 1880. Anche Ronnie Wood acquistò casa al 119, proprietario (tra le altre cose) di un cottage magnifico nel villaggio di Hertfordshire, che però ha venduto qualche anno fa. Se passate da Chelsea vi consiglio una visita al Chelsea Phisyc Garden. Si tratta del giardino botanico più antico d’Inghilterra, fondato dalle Society of Apothecaries nel 1673, oggi piccolo Eden di piante esotiche e rare.

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Author: Gloria Annovi

Giornalista pubblicista. Adora cucinare ascoltando John Coltrane, colleziona cappelli e ha un debole per la decade ’60-’70, a cui si ispira nell’abbigliamento. Già speaker radiofonica, si dedica alla musica e alla scrittura da diversi anni. La sua valigia? Grande e 'tappezzata' da adesivi rock

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