Visita alla casa londinese di Jimi Hendrix

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Ha inaugurato il 10 febbraio 2016 la casa-museo londinese del grande Jimi Hendrix, che visse nel cuore di Londra tra il 1968 e il 1969. Il suo piccolo appartamento si trova ancora oggi al civico 23 di Brook St. nel modaiolo quartiere di Mayfair. Per rendere il museo accessibile al pubblico sono state spese ben 2milioni di sterline ma il lungo lavoro di architetti e designer è riuscito a ricreare un’atmosfera quanto più fedele a quella originale. A nemmeno due settimane dall’inaugurazione sono volata a Londra per vedere questo ‘capolavoro’ con i miei occhi e questo è il mio personalissimo reportage!

La mia foto alla camera di Jimi

La mia foto alla camera di Jimi

Come vi dicevo, l’appartamento si trova nel lussuoso quartiere di Mayfair, tra negozi alla moda e gallerie di arte moderna. Alla fine degli anni Sessanta però, quando Jimi prese casa, gli affitti erano bassi e molti artisti prediligevano questa zona perchè aveva a disposizione magazzini dismessi in cui poter piazzare le proprie opere. Oggi tutto è cambiato e gli affitti per un mini sono lievitati alle stelle. Nemmeno Hendrix, che ai tempi ancora doveva sfondare in America, si sarebbe potuto permettere un affitto da 1 milione di sterline l’anno. Per raggiungere la casa-museo vi consiglio di scendete alla stazione della metro di Bond Street e seguire le indicazioni per il museo del compositore Hendel, che visse nello stesso stabile di Hendrix, a metà del Settecento. Le facciate esterne delle due case sono contrassegnate dalla classica tacca blu della National Trust e se non avete voglia di camminare qualsiasi taxista saprà accompagnarvi al 23 di Brook Street, indirizzo davvero turistico.

La nostra foto alla casa di Hendrix

La nostra foto alla casa di Hendrix

Se fossi in voi visiterei anche la casa-museo del compositore, genio della musica barocca, il biglietto cumulativo costa solo 10 sterline e gli spazi sono comunque piccoli. L’appartamento di Jimi si trova invece al terzo piano e raccoglie testimonianze della sua vita e della sua carriera. Un intenso viaggio fatto di immagini, video, cimeli e qualche rarità.

La stanza centrale del museo Credit foto Michael Bowles

La stanza centrale del museo Credit foto Michael Bowles

Una volta entrati nell’appartamento si viene catapultati nell’atmosfera di fine anni Sessanta, grazie ad una parete piena di poster e foto che ripercorrono la carriera di Jimi in quegli anni.

Io nel museo

Eccomi dentro alla casa museo di Jmi

 

Inoltre, grazie ad una postazione video, che offre in loop famosissimi spezzoni della vita e dei live di Hendrix, è possibile rifarsi gli occhi ricordando la grandezza del suo estro nel suonare la chitarra elettrica. Jimi era un visionario in questo senso, uno sciamano della sei corde, che nella sua carriera fulminante ha saputo regalarci singoli che ancora oggi influenzano le giovani rock band. Bello rivedere vecchi spezzoni dei suoi live e delle sue interviste, ma mi sarei aspettata qualcosa di più, anche se sono consapevole del fatto che, trovare qualcosa di inedito (con una migliore risoluzione) è difficile, visto che le tecnologie dei tempi erano ancora limitate e che la carriera di Hendrix è stata davvero una meteora che ha bruciato veloce.

Immancabili anche gli scatti in bianco e nero del fotografo Barrie Wentzell, che immortalò Jimi tra le pareti di questa casa nel lontano 1969. Wentzell ai tempi lavorava per la rivista musicale Melody Maker, ma si interessava anche di moda e arte, passioni che a mio modesto parere si evincono dai suoi stessi scatti. Ritratti sempre originali, intensi e bellissimi fatti a famose rock-star fuori dal palco. Tra queste anche Aretha Franklin, Bob Dylan, Rolling Stones, Who e Beatles.

 Jimi Hendrix al 23 di Brook Street, 1969. Credit (c)Barrie Wentzell

Jimi Hendrix al 23 di Brook Street, 1969. Credit (c)Barrie Wentzell

Anche la visita alla casa museo ci permette di capire come vivesse Jimi nell’intimità della sua quotidianità, di come amasse starsene a letto sino a tardi, specialmente dopo un concerto, con la sua fidanzata o da solo. E proprio nella camera da letto (ricostruita ad hoc all’interno del museo) scrisse la maggior parte delle sue canzoni. Carta e penna sono riposte sul comodino, a fianco delle sue sigarette e del caffè, pronte ad essere impugnate per scrivere nuova musica.  La camera è l’unico angolo iconico della casa, la zona più colorata e più ricca di tutto l’appartamento. Un trionfo di drappi, tappeti, piume e cimeli etnici che ricordano al pubblico delle origini afro-cherokee del musicista, che tendeva ad omaggiarle con un look sempre sgargiante.

Il comodino di Jimi, foto di Gloria

Il comodino di Jimi, foto di Gloria

Sul pavimento qualche disco in vinile, frutta fresca, la sua borsa da viaggio e il telefono con cui si teneva in contatto con l’tichetta discografica. La chitarra acustica è invece riposta sul letto e altre due sono nel corridoio principale in mostra, tra cui una Fender Stratocaster color panna (con paletta rovesciata). Quasi scontato dirvi che Jimi amava impugnare chitarre Fender e che solo raramente passava a Gibson SG Custom (modello con 3 humbucker e leva del vibrato, di colore bianco) o Gibson Les Paul.

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La vista dalla sua camera da letto

E se per i sui strumenti Jimi era disposto anche ad investire qualcosa, per arredare casa gli bastò acquistare tessuti e tappeti nel grande magazzino di John Lewism su Oxford Street (vicino a casa sua) e aggiungere qualche oggetto vintage scovato al mercatino di Portobello. Era abitudinario solo per una cosa: il cibo! Ordinava sempre piatti americani alla portineria, che immediatamente li reperiva nei ristoranti della zona. Hamburger e patatine erano i suoi preferiti e se poteva, li consumava con alcol e amici. Nel museo ricordo di un video che lo ritrae con i suoi compari sdraiato sul letto, mentre arrangia qualche classico alla chitarra acistica, vestito con una camicia viola e un cappello a testa larga. Le riprese vennero fatte la sera seguente del suo ultimo live alla Royal Albert Hall. Il 24 Febbraio 1969. Lo ricordo perfettamente perchè coincide con la data del mio compleanno.

Pensate che dal 1966 al 1970 (in soli 4anni) Jimi tenne nel Regno Unito più di 120 concerti: era il suo momento e Londra gli porterà fortuna anche in amore, visto che è in questa città che incontrerà la sua futura fidanzata Monika, che poi resterò ad abitare con lui in questo appartamento.

Particolare camera da letto, foto di Gloria

Particolare camera da letto, foto di Gloria

Per l’affitto spendevano solo 30 sterline al mese e ne impegnò altre 1000 per terminare di arredarlo, ma purtroppo morì prima di vedere il lavoro finito. Venne trovato in una stanza del Samarkanda Hotel di Londra, soffocato dal suo vomito, la notte del 18 settembre del 1970. Non sarà l’unica rock star a fare questa brutta fine, lo seguirà presto anche Bonzo, il batterista dei Led Zeppelin. E proprio la musica rock di Bob Dylan o il jazz di Coltrane facevano parte della collezione di dischi che aveva in casa Hendrix e che qui troverete appesi e consultabili nella sua stanza che io ho ribattezzato ‘dei giochi’.

Marco guarda i dischi di Jimi

Il pubblico tra i dischi di Jimi, foto di Gloria

I vinili che aveva erano un centinaio, compresi i grandi classici: dai dischi jazz, alla musica classica di Hendel passando alla musica etnica di Ravy Shankar, guru di George Herrison. Jimi però non aveva il vezzo di possedere tutti i suoi dischi. Ad esempio, ho notato che nella sua collezione mancava Axis Bold As Love,  curioso vero? Ma forse no, visto che non ho mai immaginato Hendrix come una persona che ripecchia degli schemi precisi, ma più come artista che sempre pronto a contaminare nuove sonorità e a creare qualcosa di innovativo, invece di osannare il proprio passato in modo autoreferenziale. Non era una persona legata agli oggetti, era uno spirito libero ma di questo appartamento ammetterà: “fu l’unica vera casa di tutta la mia vita”

Ancora dischi di Jimi Credit Michael Bowles

Ancora dischi di Jimi Credit Michael Bowles

L’ Hendrix Flat era situato in una zona strategica per Jimi visto che era vicinissimo sia al Marquee Club (dove spesso si esibiva Hendrix), che ai negozi di strumenti di Denmark Street e infine, al locale notturno Bag O’Nails, punto di ritrovo per Jimi Hendrix e Rolling Stones. Se desiderate visitare la casa ecco qualche informazione pratica in più: i biglietti si possono acquistare sul sito della fondazione, che permette di scegliere l’ora della visita e il giorno (clicca su planning your visit+booking+stampa del pagamento) o direttamente alla cassa.  Le visite sono aperte dalle 11 alle 17, tipico orario in cui molti musei inglesi chiudono al pubblico e il biglietto cumultaivo (Hendel ed Hendrix flat)  costa 10 sterline mentre quello singolo 7.50 e 3 per i bambini. Infine, vi informiamo che durante l’anno nel museo vengono fatte letture, concerti o performance a pagamento. La visita del museo è consigliata in particolare ai fans più fanatici: si consuma in circa mezz’ora.

Personalmente mi sarei aspettata qualcosa di più dopo tanta attesa ma resta comunque una tappa londinese imperdibile per voi amici di Musicpostcards! Have Fun

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HENDRIX FLAT MUSEUM

23 Brook Street Mayfair, Londra

Aperta dal lunedì alla domenica

Ore 11-18, costo 7,50 £

Visita il sito

 

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Gloria Annovi

Author: Gloria Annovi

Giornalista pubblicista. Adora cucinare ascoltando John Coltrane, colleziona cappelli e ha un debole per la decade ’60-’70, a cui si ispira nell’abbigliamento. Già speaker radiofonica, si dedica alla musica e alla scrittura da diversi anni. La sua valigia? Grande e 'tappezzata' da adesivi rock

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