Janis Joplin da indossare, ascoltare e ammirare

Rock’n’Roll Lifestyle: il meglio della musica da indossare, assaporare, suonare e ricordare

————————————————————————————————————————–

Oggi vorrei consigliarvi la visione di un bellissimo documentario, quello realizzato dalla regista Amy Berg dal titolo “Janis”, pellicola proiettata fuori concorso alla 72 Mostra Internazionale del Cinema di Venezia (2015).  Ben115 minuti intensi, tutti dedicati alla vita e alla musica della folgorante Janis Joplin, forse una delle prime ragazze ribelli e anticonformiste, divenuta asimbolo di una rivoluzione culturale musicale.

A raccontare la storia è la stessa cantante, nativa del Texas, che attraverso lettere scritte alla sua famiglia ripercorre le sue vicessitudini sentimentali, la nascita del movimento hippie -che stava scuotendo San Francisco a metà anni Sessanta- o la formazione delle più importanti rock’n’roll band.   A prestare la voce a Janis è un’altra apprezzata artista contemporanea, Cat Power (per il doppiaggio Italiano Gianna Nannini), che con il suo timbro profondo e il suo naturale accento del Sud, rende più credibile la narrazione in prima persona della Joplin.

La scena che più mi ha impressionato è quella della sua performance di “Ball and Chain” al Monterey Pop Festival del 1967, ripresa dalle telecamere solo dopo che Janis dette l’autorizzazione a farlo. Inizialmente era contraria e dovettero farla tornare sul palco una seconda volta per immortalare il suo concerto. Il pubblico ne fu entusiasta. Compresa la già famosa Mama Cass, presente in prima fila. Si muoveva e ‘aggrediva’ il microfono come Otis Redding, da cui prese ispirazione; non un filo di trucco, i capelli arruffati, la casacca color oro che le cade aderente sui seni. Non portava il reggiseno, lo sapevano tutti i suoi musicisti, e preferiva delle lunghe collane di perle colorate o pietre dure ai gioielli preziosi. Non era bella eppure aveva un carisma unico, ammaliante e un modo di indossare quegli abiti presi ai mercatini e negozi vintage di Haight-Ashbury invidiabile.

Janis con la sua prima band a SF

Janis con la sua prima band a SF

Ancora oggi il suo gusto bizzarro e free (tipico degli hippy) di abbinare colori e tessuti vivaci con giacchini in pizzo/velluto, jeans a campana e pellicce bicolor fa tendenza. Il suo modo di vestire era frutto dei suoi viaggi, delle contaminazioni musicali che aveva assimilato tra Brasile, New York, Texas e California. O delle conoscenze che aveva fatto tra le mura del leggendario Chelsea Hotel, dove soggiornavano artisti della Factory o musicisti di varia estrazione musicale.

E proprio la moda dal rimando ’70  pare essere tornata (io la adoro) in auge, così ho pensato a quali sono le cose che indosserei io, in omaggio a Janis, soprannominata ‘Pearl’ -come il suo ultimo disco uscito pochi giorni dopo la sua morte

Pensate che “Made for Pearl si chiama la linea d’abbigliamento creata dalla nipote della Joplin (Malyn Joplin). Ogni capo è un rimando a quelli indossati in passato dalla zia e i tessuti che primeggiano sono velluto, seta, pelle, mentre i capi spalla che vanno dai kimoni ai top traforati. Potete sbirciare direttamente sul sito della linea, forse non economica ma davvero cool per chi ama la moda in degli anni Settanta, con i suoi pantaloni a zampa, borse in pelle con frange o gioielli etnici. Questa è la tuta che preferisco io…

ABITI ALLA JANIS JOPLIN

La tuta che preferisco

La tuta che preferisco

Passando ai capi spalla è d’obbligo indossare una calda pelliccia! Un must di Janis e di questa stagione autunno/inverno 2015-2016: la moda ci concede di sbizzarrirci con capi ecologici, colorati, corti o lunghi. Io adoro sdrammatizzare un capo così importante con jeans e borse casual. Zara propone una economica versione cappotto pelliccia, che mi ricorda tanto quella che indossava Janis ai tempi del suo scatto davanti al mitico CHELSEA HOTEL di New York

CAPO SPALLA ROCK

La proposta di Zara

La proposta di Zara

Infine, ho trovato uno zaino dalla mia amica Antoinette che mi ricorda tanto i gloriosi anni di Woodstock. Uno borsa color verde militare, dal mood vintage, abbellita da lacci colorati: un rimando alle lunghe collane che indosava Janis sul palco. Un accessorio ideale per i miei viaggi, concerti e capace di contenere agendina per appunti, dischi e gli immancabili souvenir!

LA MIA BORSA

La proposta di Antoinette Store

La proposta di Antoinette Store

Baci di perle!

Gloria

Share and Enjoy !

0Shares
0 0

Author: Gloria Annovi

Giornalista pubblicista. Adoro cucinare ascoltando John Coltrane, colleziono cappelli e ho un debole per la decade degli anni Sessanta e Settanta, a cui mi ispiro nell’abbigliamento. Già speaker radiofonica, mi dedico alla musica e alla scrittura da diversi anni. La mia valigia? Grande e 'tappezzata' da adesivi rock

Share This Post On

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.