AMSTERDAM: TUTTO SUL MALEDETTO HOTEL IN CUI MORI’ CHET BAKER

Riusciresti mai a dormire nell’hotel in cui è morto uno dei tuoi artisti del cuore?

Io personalmente no. Almeno non in quello a cui è legata la misteriosa scomparsa di Chet Baker, ancora uno dei migliori trombettisti jazz che si possano annoverare. Se volete però sfidare i demoni che ancora aleggiano intorno alle mura del Prins Hendrik Hotel, eccovi accontentati. Vi fornirò indirizzo e informazioni utili al vostro pernottamento, così come alla visita al memoriale (una targa bronzea appena all’ingresso del Prins Hotel) .

L’HOTEL DISPONE DI 46 CAMERE

hotel Amsterdam Chet Baker

Foto di Gloria Annovi

La struttura, già nei primi del  Novecento, veniva usata dai marinai come alloggio notturno, dove avevano a disposizione delle economiche stanze chiamate “shipman’s lodgings”.

L’hotel si trova praticamente davanti alla stazione metropolitana di “Central Station”, fermata nota a chi scende per fare un giro nel quartiere a luci rosse o una passeggiata sino alla casa museo di Anna Frank. Guardando le foto di booking, non mi sembra che l’Hotel Prince Hendrik vanti camere moderne e in cui-io- vorrei soggiornare, ma devo ammettere che la sua posizione è  strategica, perchè si trova vicino ad un punto nevralgico per il trasporto locale, nonostante Amsterdam sia una città tranquillamente visitabile con mezzi pubblici o a piedi, in breve tempo.  Probabilmente anche per Chet era comodo, almeno per uno che si doveva spostare da un locale all’altro della città o forse, era semplicemente un posto economico per i tempi e ubicato vicino a dove poteva reperire qualla maledetta droga da cui era dipendente. Sicuramente era un hotel noto, visto che si trova lì dai primi del Novecento e anche la sua caffetteria era abitualmente  frequentata da turisti e local nel pieno degli anni Ottanta.

Nei pressi dell’hotel ci sono diversi ristoranti, locali notturni e persino un negozio di dischi, Bordello a Parigi Records (musica elettronica), ma se dovessi consigliarvi un locale dove andare per un concerto, uno di quelli in cui anche Chet ha suonato nel 1983 (e non solo), vi nominerei il famosissimo Concertgebouw (10, 1071 LN Amsterdam), storica sala da concerti in cui assistere ad uno spettacolo di classica, jazz o pop.

L’HOTEL SI TROVA IN ZONA CENTRAL STATION

Amsterdam 2

Central Station Foto di Gloria Annovi

Sapete invece che ho trovato Amsterdam una città bella e anche un pò romantica? Nonostante la immaginassi più ordinata e meno freak. E’ una città aperta, ricca di storia e accogliente con chiunque, persino con uno come Chet Baker, che alla fine degli anni Ottanta, in Olanda, veniva ancora accolto nei club come quello che era, un grande artista, nonostante la sua decadenza fisica e la perdita di notorietà legata anche all’uso di alcol e droga, gli avevano compromesso non solo la vita affettiva, ma anche quella lavorativa.

bar amsterdam

Particolare del bar dell’hotel, foto di Gloria Annovi

Il 13 maggio del 1988, quando Chet morì cadendo dalla finestra del Prins Hotel (alle 3.10 del mattino), la sua pelle era rugosa e i suoi denti marci a causa dell’eroina. Incontrandolo per uno dei vicoli del Red Light District, non credo che avresti mai detto che quello era uno dei più grandi jazzisti della storia: ma quello era.

IL MEMORIAL A CHET BAKER

Chet Baker

Foto di Gloria Annovi

Oggi davanti alla porta dell’hotel è stata posta una targa memorial, che ricorda Chet con queste parole: «Il trombettista e cantante Chet Baker morì in questo luogo il 13 maggio 1988. Egli vivrà nella sua musica per tutti quelli che vorranno ascoltarla e capirla»

Alzando invece gli occhi verso il cielo potrai vedere la finestra da cui cadde il musicista. E’ riconoscibile perchè al vetro è stata appesa una sua foto: che malinconia passarci sotto!

LA CAMERA IN CUI VISSE NEL 1988

camera chet baker

La camera di Chet, foto di Gloria Annovi

Gli ultimi tre giorni di vita del musicista sono stati anche romanzati nel film Jazz Noir – Indagine sulla misteriosa morte del leggendario Chet, debutto del 37enne regista e sceneggiatore olandese Rolf van Eijk: un film interessante, che mi ha turbato, non tanto per quello che porta alla luce sulla disavventura archiviata come incidente, ma per la capacità di far riflettere sui demoni che possono arrivare a distruggere ognuno di noi, rendendoci vittime e carnefici.

Che dirvi ancora su questo posto: fermatevi ad omaggiare Chet. Nel modo che più sentite vostro. Con un pensiero, una foto, una notte in hotel o una colazione nella veranda del suo storico bar.

L’HOTEL DISPONE ANCHE DI UN BAR CON VERANDA E DI UN RISTORANTE

Chet Baker memorial

Chet Baker Memorial & me

Questo è quello che ho fatto io. I prezzi della caffetteria (Cafè De Groote Swaen) sono in media con tutti i locali del centro, nonostante questo caffè sia aperto dal 1789! In nessun altro caffè o pub potrete trovare una così forte connessione tra Chet e la città di Amsterdam. Io in quella caffetteria ho celebrato la sua vita e la sua musica meravigliosa, sorseggiando la mia bevanda preferita: un classico english breakfast tea! In fondo, la droga che lo faceva sentire così “bene” gli faceva avvertire anche il freddo delle tenebre e io, volevo dare un caldo e forte abbracciarlo al nostro amato Chet Baker!

Guarda il video che ho girato sul mio profilo IG (clicca qui)

 

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Prins HendrikkadeHOTEL

52-58 AC Amsterdam

+31 20 623 7969

info@hotel-prinshendrik.nl

Annesso trovi anche il Ristorante De Kroonprins

 

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Author: Gloria Annovi

Giornalista pubblicista. Adoro cucinare ascoltando John Coltrane, colleziono cappelli e ho un debole per la decade degli anni Sessanta e Settanta, a cui mi ispiro nell’abbigliamento. Già speaker radiofonica, mi dedico alla musica e alla scrittura da diversi anni. La mia valigia? Grande e 'tappezzata' da adesivi rock

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