COLAZIONE ROMANTICA NEL GIRADINO “SEGRETO” DI CAFFE’ ARTI E MESTIERI, UNO DEI RISTORANTI PREFERITI DAL LIGA

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Facciamo un gioco: ditemi 3 luoghi reggiani che associate alla musica e alla vita di Luciano Ligabue?

Inizio io, perchè il centro di Correggio e la nuovissima area live del Campovolo sono troppo scontati da citare :)  Aggiungo Caffè Arti e Mestieri. Si tratta di un ristorante ubicato nel cuore di Reggio Emilia, Via Emilia San Pietro, e più precisamente, dentro ad un antico palazzo che ospita da anni il primissimo shop aperto da Max Mara.

Caffè Arte e MestieriFoto di Gloria Annovi

Caffè Arte e MestieriFoto di Gloria Annovi

Dal 2013 il padrone di casa è lo chef Gianni D’ Amato, due stelle Michelin, mentre i padroni delle mura sono i Maramotti, famiglia reggiana proprietaria dei marchi Max Mara e Credem. Il fatto che il ristorante faccia parte delle proprietà Maramotti è uno dei motivi per cui, in città, da sempre associamo il locale al mondo dell’alta moda, piuttosto che a quello della musica. Negli anni sono state rare le occasioni in cui il locale ha aperto le porte per concerti ed eventi culturali, ma molti fans del Liga sanno che è qui che ha scelto di festeggiare con gli amici più intimi il giorno del suo secondo matrimonio, nel 2013, ed è sempre qui, tra le mura di Caffè Arti e Mestieri, che Ligabue ha girato alcune scene del suo film “Made in Italy”con Stefano Accorsi.

Foro Artioli per il resto del Carlino

Foro Artioli per il resto del Carlino

Si tratta di un locale raffinato, curato nei particolari e dalla cucina ricercata; diverse le rivisitazioni dei più tradizionali piatti tipici emiliani che trovate a menù con l’alternativa “pesce”, vedi gli spaghetti cozze e peproni, che d’estate si possono assaporare nello splendido dehors, disegnato da Pietro Porcinai, luogo bucolico e incantevole. Nel 2013 lo chef D’Amato, insieme al figlio Federico, si è trasferito in città dopo il terremoto del 2011, che aveva reso inagibile in ristorante gestito dallo chef per anni, il Rigoletto di Reggiolo, vanto gastronomico della bassa reggiana.

Il palazzo che ospita Caffè Arti e Mestieri è stato invece in passato la sede di un teatro dialettale e poi, culla della tradizione gastronomica, che prosegue con questa nuova gestione. Dal 2020 il locale si è aperto alla formula aperitivo (servito dal martedì al sabato) e a quella della colazione, servita invece solo il sabato e la domenica, nella sua versione dolce o salata. In menù ci sono i più tipici croissant al burro, pane servito con confetture, yogurt e frutta, erbazzone rivisitato o croque monsieur. 

Colazione dolce Foto di Gloria Annovi

Colazione dolce Foto di Gloria Annovi

Per i più liffi c’è l’opzione colazione “la voglio tutta dolce” (12 euro) o “la voglio tutta salata” (15 euro) che comprende un assaggio di tutte le proposte dolci o salate presenti a menù (bevande escluse). 

Il dehors

Il dehors

Da testare è sicuramente l’erbazzone, torta salata con base di bietole e Parmigiano Reggiano, rivisitato in chiave contemporanea, che a me è piaciuto molto, ma la cosa che preferisco di questo posto è senza dubbio la sua cornice: si trova nel cuore della città, appena fuori dalla caotica Via Emilia, ma tra il verde del suo giardino ti pare di essere in un angolo di paradiso, soprattutto d’autunno, quando il foliage regala sfumature dorate alle piante del dehors.

Foto di Gloria Annovi

Foto di Gloria Annovi

Musica classica di sottofondo e caffè bollente servito con la moca. I camerieri ti servono persino il thè caldo, che io adoro abbinare ad un croissant alla francese, servito con marmellata di ciliege o mirtilli (6 euro di tutto). “Da Zero a Dieci” citando il Liga, per il mio personalissimo gusto, a Caffè Arti e Mestieri, che nel tempo ho testato sia per colazione, che per aperitivo e cena assegno questi voti: 9 al locale, 7 al servizio e 8 e mezzo al cibo. Consigliato ai fans del Liga, ma anche a chi associa alla colazione un regalo per occhi e palato

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CAFFE’ ARTE E MESTIERI, Via Emilia San Pietro 14

Colazioni/aperitivi/cene

www.giannidamato.it

 

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Author: Gloria Annovi

Giornalista pubblicista. Adora cucinare ascoltando John Coltrane, colleziona cappelli e ha un debole per la decade ’60-’70, a cui si ispira nell’abbigliamento. Già speaker radiofonica, si dedica alla musica e alla scrittura da diversi anni. La sua valigia? Grande e 'tappezzata' da adesivi rock

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