Un tour a Liverpool ed eccoci dentro alla copertina di Sentimental Journey

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C’è un unico motivo che porta i turisti ad addentrarsi nel periferico e anonimo quartiere di Dingle, ubicato a sud di Liverpool: ripercorrere le tappe dell’infanzia del loro beniamino, Ringo Starr. E poi, scattare una foto ricordo al pub che è finito sulla copertina del suo “Sentimental Journey” (1970).

E’ infatti in questa zona della città che visse la sua adolescenza il batterista dei Beatles ed è sempre qui che sorge un noto pub (noto almeno a noi beatlesiani), lo storico The Empressimmortalato, come dicevamo, sulla copertina del primo album solista di Ringo.

Il pub foto di Gloria Annovi

Il pub di Sentimental Journey, foto di Gloria Annovi

Noi di Musicpostcards abbiamo visitato questo iconico pub grazie al Magical Mistery Tour, che ripercorre appunto le tappe salienti della musica e della vita dei Fab Four. Se non vi siete studiati un tour accurato io vi sconsiglio di arrivare sin qui da soli, perchè rimarreste delusi nel trovarvi nel bel mezzo di un ex quartiere popolare ormai fatiscente.

A Dingle ci abitava infatti la classe operaia che lavorava al porto di Liverpool, allora fulcro dell’industria marittima del Regno Unito. Richard Starkey nacque al civico n. 9 di Madryn Street, il 7 luglio del 1940. Quella della famiglia Starkley era una vecchia casa vittoriana dell’ Ottocento, che Elsie e Richard (i genitori di Ringo) presero in affitto per poco più di 10 scellini a settimana. Tutta la zona di Dingle fu pesantemente danneggiata dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale e quello fu uno dei motivi che spinse molti abitanti a trasferirsi altrove. La famiglia Starkley si separò nel 1943 e Ringo andò ad abitare con la madre al 10 di Admiral Grove, in una piccola casina a due piani con bagno esterno, dove visse per altri 20anni, prima di trovare il successo con i Beatles.

La via in cui abitava Ringo, foto di Gloria Annovi

La via in cui nacque Ringo, foto di Gloria Annovi

Negli anni Quaranta le case popolari inglesi erano luoghi freddi e malsani. Ringo era soggetto ad ammalarsi frequentemente e da bambino rischiò di morire di tubercolosi. In seguito, a causa di un grave attacco di peritonite passò molti mesi in ospedale, trascurando gli studi, ragion per cui imparò a leggere e scrivere a casa.

Admiral Grove St, fonte foto dailymail.co.uk

Admiral Grove St, fonte foto dailymail.co.uk

Nelle canzoni dei Beatles si parla spesso dei luoghi legati all’infanzia del quartetto, penso a “Penny Lane” nata dai ricordi di Paul, che descrive nel testo ciò che vedeva da ragazzo quando si affacciava dal finestrino del bus che lo portava a scuola. “Sentimental  Journey” è un doppio omaggio che fa Ringo: ai grandi classici e alle canzoni amate dai suoi cari. Un’operazione ambiziosa quanto commerciamente pericolosa, poichè contestualizzata al 1970.

A quei tempi alla radio passava infatti ogni genere di sperimentazione musicale, che fosse la psichedelia dei Floyd o l’hard rock degli Zeppelin, non era certo il momento di rispolverare dei vecchi standard swing, un genere in quel momento storico in declino.

la scritta del pub

la scritta del pub

E infatti “Sentimental Journey” non ebbe molto successo. Venne registrato in brevissimo tempo da George Martin, per uscire sul mercato al passo con la pubblicazione di “Let It Be” e del secondo e omonimo album di Paul McCartney. Una strategia di mercato che solo in parte penalizzò Starr; il problema fondamentale del disco erano i brani… non c’era alcun riarrangiamento all’altezza del nome dei Beatles e nessun singolo in grado di competere con quelli pubblicati dai suoi ex compagni.

La copertina di “Sentimental Journey” in compenso è molto carina. Un’idea semplice ma efficace: ritrarre la facciata del vecchio pub dove lavorava la mamma e riempire le sue finestre con le sagome e i volti dei parenti di Ringo. Un omaggio, come dicevamo, rappresentato da suoni e immagini, come fosse una piccola opera musicale, dove la foto di copertina appare come la scenografia principale. Gli attori principali ci guardano dalle finestre del pub.

Uno spaccato di Dingle e del suo piccolo mondo, che da bambino Ringo era spesso costretto ad osservare solo dai vetri delle finestre di casa, a causa della sua salute cagionevole.

Foto di Gloria Annovi

Foto di Gloria Annovi

Le due case in cui visse Ringo Starr sono luoghi ubicati ai margini della periferia di Liverpool e tra tutte le abitazioni dei quattro Beatles, quelle di George Harrison e Ringo sono sicuramente le più modeste. Alloggi piccolissimi, freddi, con un bagno esterno. Forse è un caso, ma se penso ai Beatles è proprio quella di Ringo la figura meno in luce del quartetto. Un pò come se quella periferia gli avesse segnato l’esistenza per sempre, nonostante i fortunati risvolti e il successo ottenuto. Certamente è a Dingle che vivono i suoi fantasmi ed è sempre da quel modesto quartiere che nacque la sua voglia di riscatto.

Oggi sul pub sono stati dipinti i volti dei Beatles

Oggi sul pub sono stati dipinti i volti dei Beatles

Se avete voglia di addentrarvi in questa area di Liverpool ecco qualche informazione in più sul pub.

Oggi l’Empress è aperto a turisti e curiosi e durante la settimana è un ritrovo per sportivi, che amano sorseggiare birra mentre seguono in TV il campionato di calcio. Durante tutto l’anno nel pub vengono organizzati live e Dj set. L’arredamento è semplice e ovviamente celebrativo di Ringo e dei Beatles. Al posto delle sagome dei parenti di Ringo sulla su facciata sono stati disegnati i volti del quartetto pop di Liverpool e, su di una targhetta all’entrata è spiegata la connessione musicale tra il pub e l’album di Ringo Starr. A menù ci sono anche piatti tipici inglesi (dal fish&chips alle zuppe calde) ma potete entrare anche solo per dare una sbirciatina :) i padroni di casa sono abituati a questo tipo di clientela.

Che dirvi ancora? Un posto perfetto per una veloce pinta e una foto ricordo!

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THE EMPRESS PUB

93 High Park Street, Dingle, Liverpool

Aperto tutti i giorni dalle 12 alle 23

In estate offre anche una piccola distesina esterna

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Gloria Annovi

Author: Gloria Annovi

Giornalista pubblicista. Adora cucinare ascoltando John Coltrane, colleziona cappelli e ha un debole per la decade ’60-’70, a cui si ispira nell’abbigliamento. Già speaker radiofonica, si dedica alla musica e alla scrittura da diversi anni. La sua valigia? Grande e 'tappezzata' da adesivi rock

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