L’HOTEL LOSANGELINO PREFERITO DA ROBERT PLANT

A Joshua Tree   ti sembra di toccarle le stelle del cielo. Sono come una cascata di lucciole, che brillano a intermittenza, nel bel mezzo del nulla.
Il silenzio notturno di questa terra desertica è meraviglioso, soprattutto se si arriva dalla caotica Los Angeles.

ROBERT PLANT E IL SUO LEGAME CON JOSHUA TREE

A Joshua Tree, uno dei pochi avamposti in cui trovare musica live e un buon pasto caldo si chiama 29 Palms Inn, struttura aperta nel lontano 1928, che tra i clienti annovera anche  l’ex Led Zeppelin, Robert Plant che nel 1993 inserì nel suo album Fate of Nationanche un singolo di successo chiamato proprio Twentynine Palms.

Un omaggio alla località che si trova nella contea di San Bernardino, e che si presenta come una piccola cittadina, edificata alla fine del diciannovesimo secolo da alcuni cercatori d’oro, che gettarono le fondamenta intorno all’unica oasi verde presente in quella fetta di terra che allora vedeva ben 29 palme alternarsi alla vegetazione brulla di cactus e ad alberi di Joshua.

joshua tree

Giamma, Joshua tree

Se passate da queste parti il 29 Palms Inn L’hotel è perfetto per i viaggiatori che non sono muniti di tende o camper, perchè offre due soluzioni di pernottamento più o meno economiche, compresi bungalow, che si affacciano sul giardino interno della struttura.

UN COMODO ALLOGGIO VICINO ALL’AENTRATA DEL PARCO

29 palms inn

Foto di Gloria Annovi

 

Ovviamente ci sono tanti altri motel in città, uno di questi è il già citato Harmony, dove dormirono gli U2 a fine anni Ottanta, durante le registrazioni di “Joshua Tree”, ma del 29 Palms Inn ci piace la vicinanza all’entrata del parco e poi, il suo delizioso ristorante, che offre piatti di carne e insalate.
La cena e la colazione vengono servite a bordo piscina, in questo bar-ristorante che propone quasi ogni sera anche musica live. Una gioia per noi musicofili.

In menù trovate pasta, hamburger, pizza, omlette e piatti vegetariani fatti con prodotti bio, raccolti nell’orto dell’hotel, immerso in una vera oasi naturalistica. La spesa media per una cena si aggira sui 35 dollari, mentre i drink costano dai 5 ai 7 dollari. Immancabili anche i dolci e il gelato.

L'interno di una camera

L’interno di una camera, credit foto sito hotel

 

L’ambiente è molto informale e i turisti possono rilassarsi tra il verde della sua oasi o partecipare ad eventi organizzati dallo staff durante tutto l’anno. In calendario ci sono persino corsi di yoga all’alba e poi, concerti e mercatini gastronomici o vintage.

Joshua tree in

Foto di Gloria Annovi

Il 29Palms Inn è un pò una sorta di rifugio mistico e io ho fantasticato su questo luogo durante il mio soggiorno. Mi sono chiesta se Plant abbia mai abbia passato una notte d’amore qui, con la cantate Alannah Myles, a cui si ipotizza possa essere stata dedicata la canzone sopra citata. Nel testo, scritto da Plant di ritorno da un tour in California, il cantante racconta di un amore che lo rapisce a tal punto, da guidare nella notte per ritrovare il calore di baci, caldi come il sole del deserto.

Ora sto romanzando, ma sono seria quando vi dico che al 29 Palms Inn si può cenare sotto alle stelle ascoltando musica folk e blues. Ovvimante qui tutti conoscono il testo del singolo di Plant e le cover dell’ex Led Zeppelin impazzano alle serate di musica live, ma fa tutto parte del folklore locale 🙂

Io sono innamorata del disco “Raising Sand” nato dalla collaborazione tra Robert Plant e Alison Krauss, sono cover, ma davvero rimaneggiate con classe. Pur essendo una fan dei Led apprezzo da sempre il percorso solista di Plant, che da anni unisce alla musica rock i suoni etnici dell’Oriente e dell’Africa. Non mi stupisce perciò apprendere, che anche il fascino mistico di questo deserto californiano abbia fatto breccia nel suo cuore. Come nel mio, del resto.

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29 Palms Inn

73950 Inn Avenue, Twentynine Palms, CA

e-mail theoasis@29palms.com

Sito www.29palmsinn.com

 

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Author: Gloria Annovi

Giornalista pubblicista. Adoro cucinare ascoltando John Coltrane, colleziono cappelli e ho un debole per la decade degli anni Sessanta e Settanta, a cui mi ispiro nell’abbigliamento. Già speaker radiofonica, mi dedico alla musica e alla scrittura da diversi anni. La mia valigia? Grande e 'tappezzata' da adesivi rock

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