Una serata al Piper Club, Roma

 

Roma, 27 e 28 giugno 1965

In due giorni (e quattro concerti) la capitale viene messa sotto sopra dagli ‘scarafaggi’ inglesi, i Beatles!

Bellissima Roma la mattina...

Bellissima Roma la mattina…

Contemporaneamente, in Via Tagliamento n 9 (Quartiere Coppedè)  sta esplodendo un’altra mania: quella per la ragazza del Piper, Patty Pravo. Bionda, occhi da gatto, sensuale e giovanissima ha incuriosito il propietario del locale, che la chiama nel suo ufficio per domandarle una cosa fondamentale al suo buisness: “Sai cantare oltre che ballare?”

Patty

Patty

Patty annuisce, anche se non conosce ancora le sue doti nascoste. Tutto il resto lo conoscete già

Sono gli anni della generazione yèyè e per entrare al Piper serve essere vestiti alla moda e aver voglia di scatenarsi a suon di beat. Restano in fila per ore all’ingresso, per vedere la Piperina  muovere le anche illuminata da luci stroboscopiche che mettono in risalto i colori del suo tubino o dei collant trasparenti: “Sono una specie di Bob Dylan in minigonna” dirà nel 1966 in un’intervista

Il Piper diventa in poco tempo un punto di ritrovo per giovani e attori. Ancora oggi lo trovate nel quartiere Coppedè, gioiellino architettonico romano.

Quartiere Coppedè

Quartiere Coppedè

Verso il Piper Club

Verso il Piper Club

In cammino verso il club riconoscerete forse alcuni scorci della zona,  location di campagne pubblicitarie o di film. Anche il regista Dario Argento, di casa a Roma, scelse questa location per girare due tra i suoi più famosi film “Inferno” e “L’uccello dalle piume di cristallo”.

Quartiere Coppedè

Quartiere Coppedè, Usciamo da Piazza Mincio

Vi si arriva anche in bus ma non fatevi scoraggiare se qualcuno non ricorda la magnifica storia del Piper. Oggi è un locale diverso dagli anni ’60-’70. Il beat italiano ha fatto il suo tempo ma siamo dell’idea che quelli furono gli anni migliori. Mina, Rokketti, New Dada, I Giganti, The Primitives, John L. Watson & The Hummelflugs, Fred Bongusto, Dik Dik, Farida, Gabriella Ferri, Rita Pavone, Caterina Caselli e Patty Pravo sono solo alcuni degli artisti che si esibirono qui dentro.

Qualcosa però è rimasto pressochè invariato dalla prima serata d’apertura(in cui The Rokes ed Equipe 84 diedero il benvenuto all’avvento del Piper) : la sua scritta rossa e retrò!

finalmente il Piper!

finalmente il Piper!

Se oggi sono per lo più le serate dedicate ai giovanissimi, o party privati a tirare il pubblico, negli anni ’60-’70 il Piper vedeva clienti come Renato Zero (che gli ha dedicato una canzone), Loredana Bertè, Romina Power o Mia Martini.

Marco entra al Piper...

Marco entra al Piper…

Divani viola, bianchi e neri (che riprendono i colori dei pannelli all’entrata) sono parte dell’arredamento del locale. Le mirror ball sono appese al soffitto, proprio sopra al palco che si trova al centro del locale e che in passato è stato calcato anche da gruppi internazionali come Procol Harum, Byrds, Genesis (1972) e dai giovanissimi Pink Floyd che si esibirono in due serate, il 18 e il 19 aprile 1968.

Prima di passare alla musica elettronica, di essere snaturato da  serate rap o house, il Piper ha visto un altro leggendario concerto: quello dei Nirvana (1989 al loro primo Bleach). In pieno fermento grunge si ricorda questa serata per il caos creato da un insolente Kurt Cobein che minacciava di gettarsi da una trave sul pubblico.

La festa è finita...

La festa è finita…

ancora l'interno del Piper

ancora l’interno del Piper

La magia del Piper è finita ma vale la pena vederla quell’insegna rossa. Se deciderete di passarci una serata vi consigliamo di visitare prima il sito per vedere orari di apertura ed eventi. Ma se siete dei nostalgici evitatelo. Finireste per diventare tutti  ‘ragazzi tristi’

PIPER CLUB

Via Tagliamento 9

Telefono +(39).06.8555398

www.piperclub.it

 

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Author: Gloria Annovi

Giornalista pubblicista. Adoro cucinare ascoltando John Coltrane, colleziono cappelli e ho un debole per la decade degli anni Sessanta e Settanta, a cui mi ispiro nell’abbigliamento. Già speaker radiofonica, mi dedico alla musica e alla scrittura da diversi anni. La mia valigia? Grande e 'tappezzata' da adesivi rock

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