La Top 5 di Federico Guglielmi (ROMA)

5 domande, proposte ad artisti o addetti ai lavori. 5 suggerimenti che ci portano a scoprire le location preferite da giornalisti o artisti del panorama internazionale. UNA TOP FIVE per passare il tempo a suon di musica

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Cari amici, abbiamo il piacere di presentarvi la Prima TOP5 di Musicpostcards.it, stilata da un noto giornalista musicale che da anni, è voce di riferimento della scena musica italiana e non solo: Federico Guglielmi!

Federico

Federico

Classe 1960, romano e romanista, ha appena inaugurato il suo trentacinquesimo anno come professionista del giornalismo rock (e dintorni). Ha fondato e diretto il mensile “Velvet” e il trimestrale “Mucchio Extra”, per un paio di decenni è stato responsabile delle pagine musicali de “Il Mucchio Selvaggio” e lo è tuttora di quelle di “Audio Review”, collabora con “Blow Up”, cura una rubrica su fanpage.it e ha un blog, “L’ultima Thule”. Ha inoltre scritto per “Rockerilla”, “Rumore”, “Rockstar”, “Bassa Fedeltà” e varie altre riviste, pubblicato una ventina di libri, condotto trasmissioni radiofoniche della RAI (“Stereonotte”, “Stereodrome”, “Planet Rock”…), prodotto oltre dischi… e molto altro.

Il blog di Federico www.lultimathule.wordpress.com

Il miglior festival a livello internazionale? E il miglior live club?

CAVEA, credit foto ©Musacchio & Ianniello

CAVEA, credit foto
©Musacchio & Ianniello

A Roma un festival convenzionalmente inteso – di quelli che durano alcuni giorni, con decine di attrazioni e tanti palchi – non c’è e forse non ci sarà mai. Per fortuna ci sono varie rassegne e tra queste risulta sempre validissima “Luglio Suona Bene”, che si svolge ogni estate all’aperto, nella cornice della Cavea dell’Auditorium. Location splendida, qualità visuale e sonora ottima in ogni posto, inizio e fine dei concerti a orari giusti, soprattutto tanti artisti di alto e altissimo livello.

Nel complesso, “il” club rimane il glorioso Circolo degli Artisti, da molti anni – seppure con qualche momento di stanca – il fulcro del circuito indie/alternativo: non troppo piccolo né troppo grande, ampio giardino, buona politica dei prezzi, programmazione sempre varia e interessante.

 Un negozio di dischi imperdibile?

JF

Junke Food Record Shop

Soul Food, Via San Giovanni in Laterano. Dischi nuovi, usati e da collezione, prevalentemente in vinile, assortimento focalizzato sul miglior rock’n’roll, dal punk alla psichedelia passando per blues, garage, new wave, beat, R&B. A pochi metri di distanza, il negozio “gemello” Junk Food, dove tutto costa al massimo dieci euro.

Music & food: dove ci inviteresti a cena?

bucatini

bucatini

Lo sanno tutti, che  a Roma “se magna” benissimo e che è difficile trovare posti che lasciano l’amaro in bocca. Il quartiere di San Lorenzo, un quarto d’ora a piedi dalla Stazione Termini, è pieno di ristoranti, pizzerie, pub e bistrot dai nomi spesso buffi che offrono cibo di qualità a prezzi per lo più contenuti, e un’infinità di localini dove si può ascoltare musica dal vivo.  Entrambe le cose hanno trovato un ideale punto d’incontro, la domenica all’ora di pranzo, con “Rocksteria”: ogni settimana, chiacchierata, concerto in acustico e pranzo (a buffet) con un diverso protagonista della scena italiana “alternativa”. Due anni fa il tutto si svolgeva a Il Pulcino Ballerino, l’anno scorso al Soul Kitchen; quest’anno dovrebbe spostarsi al Ketumbar, nel quartiere Testaccio. Per informazioni cercare “Rocksteria”.

Il tour dei sogni: luoghi e tappe da ripercorrere

La Cripta

La Cripta

La musica non c’entra direttamente, ma ho stupito molti musicisti portandoli alla cripta di Santa Maria della Concezione dei Cappuccini (Via Veneto), decorata con le ossa di alcune migliaia di frati raccolte in poco più di tre secoli, e a Piazza Mincio, il cuore del Quartiere Coppedè, le cui particolarissime soluzioni architettoniche ricorderanno qualcosa ai fan di Dario Argento. A pochi metri dalla piazza, il Piper Club, storico live club romano nato negli anni ’60.

La colonna sonora ideale per il tuo viaggio?

I due album – “L’ammazzasette”, gennaio 2012, e “Ancora ridi”, ottobre 2013 – de “Il Muro del Canto”, band di folk-rock elettroacustico avvolto in atmosfere noir. I testi, rigorosamente in romanesco, trattano in massima parte di amore meglio se sofferto, morte di solito violenta e assortite situazioni capitoline di ieri e di oggi, con frequenti affondi anticlericali. Lo spirito e il fascino della romanità vivono nelle loro canzoni.

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Author: Gloria Annovi

Giornalista pubblicista. Adoro cucinare ascoltando John Coltrane, colleziono cappelli e ho un debole per la decade degli anni Sessanta e Settanta, a cui mi ispiro nell’abbigliamento. Già speaker radiofonica, mi dedico alla musica e alla scrittura da diversi anni. La mia valigia? Grande e 'tappezzata' da adesivi rock

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