Cerreto Alpi: a caccia di Giovanni Lindo Ferretti

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C’è pace tra queste montagne e quando nevica le strade sono così strette e ripide, che nemmeno gli spazzaneve riescono a passarci per pulirle. Ma dicono che Lindo è sempre cordiale con chi passa a cercarlo. Che a qualcuno ha persino offerto un caffè caldo. Lo immagino mentre sistema i fiori davanti all’edicola votiva di casa sua, a maggio, mentre le litanie delle vecchie che recitano il rosario risuonano come un mantra. Sembra ieri che gridava sul palco “Spara Jurij, spara!” ma io sono venuta qui per lui. non per la sua musica

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A Cerreto Alpi anche a fine agosto senti nell’aria l’odore di legna bruciata, che si mischia a quello del bucato, steso nei vicoli stretti di un borgo, che pare portarti indietro nel tempo…

Un bar, la chiesa, il circolo e i calanchi tutto intorno. Sono in meno di cento gli abitanti e tra di loro c’è anche il cantante Giovanni Lindo Ferretti, che alcuni anni fa ha deciso di tornare a vivere  nella casa che un tempo fu dei suoi nonni. Da allora ha abbandonato i suoi vecchi compagni, i CCCP (poi CSI e PRG), e le apparizioni live sono state sempre più sporadiche.

Un ritratto di Cerreto Alpi

Un ritratto di Cerreto Alpi

D’estate il paese si anima, grazie alle feste popolari che recuperano le tradizioni dei pastori e della loro transumanza. E’ allora che le aie e i cortili di Cerreto diventano un palcoscenico.

Tra le iniziative curante da Lindo segnaliamo anche l’annuale “La Nottescura”  ideato in tutta risposta alla più mondana “Notte Rosa” romagnola. Il musicista ogni anno è presente e rende gli onori di casa, cantando o raccontando storie legate alla sua terra, da cui ormai sembra legato da un patto indissolubile.

Lindo e Mara Redeghieri (Ustmamò)

Lindo e Mara Redeghieri (Ustmamò)

La festa inizia nel primo pomeriggio e si protrae sino a notte, quando ad illuminare il borgo in pietra rimangono solo le luci di candele, luna e fiaccole. A Cerreto il tempo scorre lento e alcuni stand gastronomici vengono riforniti direttamente dalle cucine delle vecchie massaie, che friggono con pazienza le frittelline di castagne. Almeno sino a quando c’è farina.

La casa di Lindo

La casa di Lindo

Dove abita Giovanni Lindo lo sanno tutti. Una bella casa in pietra, tre piani e una stalla trasformata in sala espositiva. Non ci sono orari per visitare questo nuovo angolo inaugurato nel 2015. Si apre in occasioni speciali o, come scrivono sulla pagina FB della Fondazione Giovanni Lindo Ferretti : “se trovate chiuso chiedete ad uno dei signori che sono ‘al ponte’. Sapranno come farvi aprire”

Edicola Votiva Lindo Ferretti

Edicola Votiva Lindo Ferretti

Non possiamo darvi lì’indirizzo preciso, trattandosi di un’abitazione privata, ma la riconoscerete grazie ad un’installazione equestre che è stata appesa all’entrata della ex stalla: un cavallo d’orato che nessun altro abitante di Cerreto potrebbe osare… Dopo tutto il padrone di casa è stato uno dei padrini del punk-rock italiano e continua ancora oggi a stupire il suo pubblico, grazie alla sua creatività in continuo fermento.

Sala Espositiva di Lindo

Sala Espositiva di Lindo

Un ritratto di Cinzia Pellegrini della corte di Nasseta (ex stalla, ora museo della Fondazione GLF)

Un ritratto di Cinzia Pellegrini della corte di Nasseta (ex stalla, ora museo della Fondazione GLF)

A Cerreto ha presentato anche la data zero del suo spettacolo equestre “ SAGA, il Canto dei Canti” nato dalla collaborazione con la Corte Trasumante di Nasseta (libera compagnia di uomini, cavalli e montagne), poi replicato nella bellissima cornice dei Chiostri di San Pietro, Reggio Emilia. Dove Lindo torna con il suo spettacolo quasi ogni anno

Veri protagonisti di questo teatro anomalo sono i cavalli maremmani, che anche Lindo possiede e alleva poco distante da Cerreto, già in terra toscana, dove proprio i suoi avi andavano a svernare con il gregge d’inverno. La transumanza è una pratica antica, che ancora oggi qui, al confine tra Emilia e Maremma si pratica e si celebra (a giugno con la Festa della Transumanza)

Chiesa di Cerreto Alpi

Chiesa di Cerreto Alpi

Da casa di Lindo, dove si è preso cura negli ultimi anni della madre bisognosa, si scorge anche la chiesa, dove si è rifugiato appena tornato a casa per ‘confessarsi’ con don Guiscardo. Un luogo caro all’ex CCCP, che frequenta ogni domenica.

Se siete dei fan di Giovanni Lindo Ferretti Cerreto è un angolo che racchiude la storia più intensa e vera del ‘Signore delle Parole‘, che proprio percorrendo le strade della Sparavalle (con la sua vecchia Mercedes) ha avuto l’intuizione per scrivere le sue canzoni. Si visita in poco tempo il borgo, ma per conoscere la storia dei suoi abitanti serve tempo. Prendete un caffè al circolo del paese o fermatevi al Ristorante da Gian, dove servono tortelli, tagliatelle ai porcini e lambrusco. Poi soggiornate al vecchio Metato, un tempo utilizzato come essiccatoio. Nel silenzio della notte ho ripensato ad una filastrocca che diceva così:

“…Quietami i pensieri e le mani e in questa veglia pacificami il cuore
Cos vanno le cose, cos devono andare
Cos vanno le cose, cos devono andare
S’alzano sotto cieli spenti i canti di chi nato alla terra ora di                                                                         volont focose speranze
E da energie costretto e si muove alla danza, danza, danza, danza,
danza, danza, danza…”

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Author: Gloria Annovi

Giornalista pubblicista. Adora cucinare ascoltando John Coltrane, colleziona cappelli e ha un debole per la decade ’60-’70, a cui si ispira nell’abbigliamento. Già speaker radiofonica, si dedica alla musica e alla scrittura da diversi anni. La sua valigia? Grande e 'tappezzata' da adesivi rock

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