GENIO E FOLLIA. DOVE VISSE E LAVORO’ IL PRODUTTORE PHIL SPECTOR

“E Gesu’ disse: Il regno del padre è simile ad un uomo che voleva uccidere un personaggio potente. Egli estrasse la sua spada nella propria casa e la infisse nel muro per verificare se la sua mano sarebbe stata abbastanza forte. Poi egli uccise il personaggio potente”. (La parabola dell’assassino dal Vangelo di Tommaso)

CHI ERA PHIL SPECTOR?

Con la morte di Phil Spector, avvenuta il 16 gennaio 2021 a causa di compicazioni legate al Covid, si seppelliscono crimini e leggende. Diciannove anni di carcere per aver ucciso Lana Clarkson. Il corpo dell’attrice venne trovato nella magione losangelina di Spector nel 2003 e solo nel 2022 Phil sarebbe stato rilasciato. Dal 2019 non riusciva più a parlare, a causa di un problema alla gola. Il suo viso era diventato ancora più pallido e magro, ma il suo sguardo era ancora in grado di penetrarti in modo indagatorio. Stando alla Legge era un assassino, non ne dubito, ma non riesco a cancellare per questo il suo apporto fondamentale alla musica. Phil Spector ha creato un mondo musicale nuovo. Un modo alternativo di concepire ed elaborare i suoni, di sovrapporli, duplicarli e renderli più corposi e radiofonici: il suo “wall of sound” (muro di suoni) è stata una delle invenzioni più rivoluzionarie di questo secolo, in campo musicale. Phil Spector era genio e sregolatezza, un produttore che era solito entrare in studio con la sua Revolver, ma che ha inciso, rimaneggiato e reso immortali, alcuni tra i singoli più famosi della storia del Pop-Rock. Canzoni che dal primo secondo d’ascolto ti catapultano in un mondo meraviglioso e patinato. Phil aveva capito come poter essere l’uomo più potente del music business e  la musica lo rese tale per lungo tempo. Oggi voglio ripercorrere con voi alcune tappe della sua vita legandole ai luoghi in cui visse e lavorò.

 

 

L’ADOLESCENZA NEL BRONX DI NEW YORK

Phil Spector e Ronettes

Phil e le Ronettes

Phil nasce il giorno di Natale del 1940 a New York, ma non nella zona ricca e borghese della città. Phil Spector nacque nel Bronx, quartiere malfamato della Grande Mela dove passò la sua adolescenza. Già allora il quartiere era una zona povera e pericolosa (oggi si contano più di 100 crimini al giorno) dove si insediavano gli emigrati in cerca del sogno americano. La famiglia di Spector era di origine ebrea, i genitori, immigrati russi, erano cugini di primo grado. Il loro vero cognome era Spektor, ma il nonno di Phil, arrivando a Ellis Island, la famosa porta d’ingresso per gli States, decise di cambiare il suo cognome in Spector, rendendolo più “morbido”. Dopo il suicidio del padre, il produttore (allora dodicenne) e la sua famiglia si trasferiranno a Los Angeles, città che porterà il giovane ad innamorarsi della musica. Alcuni di voi penseranno che la sua mania di girare armato possa derivare proprio dal fatto che Phil visse in questo quartiere newyorkese. Falso. Spector -da sempre vittima di bullismo- arriverà ad essere ossessivo solo dopo un atto di violenza subito durante un tour con i Teddy Bears dove sarà vittima di un episodio traumatico che lo cambierà per sempre. Alcuni balordi, all’interno di un bagno, lo picchiarono e gli urinarono addosso. Fu da quel momento che girerà armato e seguito costantemente da bodyguard. A New York Phil ritornerà per lavorare negli anni Sessanta, in veste di produttore per la famosa e potente Atlantic Records per cui incise anche i lavori di Ben E.King. 

A LOS ANGELES TROVA LA CONSACRAZIONE MUSICALE E INVENTA IL WALL OF SOUND

phil spector

Phil, Tina e Ike Turner ai tempi di “River Deep – Mountain High”.

Fu a Los Angeles che Phil trovò la consacrazione musicale e in breve tempo si guadagnò la fama di Re Mida del Pop, grazie ad una nuova tecnica di registrazione brevettata da lui e chiamata Wall Of Sound. La scena musica dei primi anni Sessanta era fertile e il pubblico era rappresentato da giovani che avevano soldi in tasca ma le idee ancora poco chiare su come spenderli e divertirsi. Spector inizia a studiare musica ai tempi della Fairfax High School, una scuola di cui vi ho già parlato perchè da anni ospita un famoso mercatino vintage domenicale. E’ la stessa scuola superiore in cui studiarono anche Flea e Kiedis dei Red Hot Chili Peppers ed è sempre qui, che negli anni Cinquanta, Phil scopre il suo amore per pianoforte e chitarra, che impara a suonare divinamente. Con un compagno di studi inizia a scrivere canzoni e nel 1957 forma la sua band, i Teddy Bears, con cui ottiene un buon riconoscimento per il singolo “To Know Him Is To Love Him” ispirata al’epigrafe tombale del padre e registrata ai mitici Gold Sta Studios (6252 di Santa Monica Blvd) di LA, dove Phil in seguito lavorerà con il fondatore Stan Ross. Sarà il Wall Of Sound ad incoronarlo il Re Mida della Musica, tecnica che aggiungeva alla classica strumentazione basso-chitarra-batteria anche archi, ottoni e timpani, mai usati prima di allora nel pop. La tecnica consisteva, per usare le parole di Phil  in “un approccio wagneriano al Rock’n’Roll “dove il produttore sovraincideva più volte gli strumenti e cori su tre piste mono che sfruttava alla perfezione sino ad ottenere una sorta di effetto “onda” sulle voci e la musica. Il risultato fu un vero successo e tra le sue migliori produzioni dell’epoca ricordiamo quelle dei gruppi vocali femminili quali Ronettes o Crystals, per non parlare di Ike e Tina Turner o Righteous Brothers. Da quel momento tutti vollero lavorare con lui: Beatles, Eric Clapton, Leonard Cohen, Ramones, Dion, Cher, John Lennon…

LA VILLA A LOS ANGELES

spector house

La magione di Spector

Con il successo arrivarono soldi, ossessioni, droga e paranoie. Spector acquistò una villa sulle colline isolate che davano su Alhambra, una modesta cittadina suburbana ai margini di Los Angeles. La casa venne rinominata il Castello dei Pirenei per la sua maestosità: era composta da 23stanze e si trovava al 1700 di South Grandview Drive.  Phil Spector visse  qui con la prima moglie Veronica Bennet (The Ronettes) che iniziò a minacciare quando i suoi problemi mentali si fecero sempre più visibili. Si dice che avesse fatto acquistare per lei una bara placcata d’oro  con coperchio in vetro, dove l’avrebbe rinchiusa nel caso in cui lei lo avesse tradito. Veronica riuscì a divorziare a inizio anni Settanta e lo stesso anno Spector fece un incidente terribile in auto che lo sfregiò sul volto e testa, motivo per cui negli anni Settanta era solito portare parrucche un pò bizzarre per coprire questi segni. E’ in questa villa che il 7 luglio del 2003 verrà ritrovato il corpo senza vita di un’attrice. I due poche ore prima avevano passato la serata presso il locale House of Blues, locale frequentato anche da River Phoenix e Aerosmith.

I GOLD STAR STUDIOS, LOS ANGELES

Yoko Ono, John Lennon e Phil Spector durante le incisioni di Imagine

Ma dove produsse tutti questi successi Phil Spector? La maggior parte delle registrazioni avvenne ai Gold Star Studios di Los Angeles, ubicati al 6252 di Santa Monica Blvd (Hollywood) fino al 1984 (anno della loro chiusura). E’ tra queste mura che Phil Spector consacra la tecnica del “Wall of Sound” con artisti del calibro di Leon Russel, Ronettes e Sonny Bono. Phil aveva già testato le sue sovraincisioni nel 1958 su “To Know Him Is To Love Him” dove aveva sfruttato per ottenere i reverberi la struttura dello studio. E’ sempre in questo studio che Ike e Tina Turner incisero “River Deep Mountain High” e si dice che Tina, attanagliata dal caldo della sala d’incisione (dove non c’era aria condizionata) si sia tolta la sua camicietta lascindo Spector senza fiato. Negli stessi studi, nel 1979 si tennero tutte le registrazioni di End of the Century, quinto album del gruppo punk Ramones, che ne uscì stravolto e stanco per le ossessioni di Phil, che era solito minacciarli con una pistola: voleva che eseguissero solo quello che ordinava da lui. Era ossessivo. L’album costò circa 700mila dollari ai produttori dei Ramones, poichè Phil lo mixò e remixò centinaia di volte.

“Mi puntò la pistola al cuore e poi ordinò a me e al resto dei Ramones di tornare in sala di incisione… Mise via la pistola solo quando fu sicuro di essere protetto dalle sue guardie del corpo. Poi si sedette al pianoforte e ci costrinse ad ascoltarlo suonare e cantare Baby, I Love You fino alle 4:30 del mattino” (Dee Dee Ramone)

Spector lavorò soprattutto tra Los Angeles e New York; durante le registrazioni di Let It Be dei Beatles Phil non prese parte alle sessions che avvennero agli Abbey Road di Londra con lo storico produttore dei Fab Four, George Martin. Fu invece chiamato a registrare agli A&M di Santa Monica l’album Rock’n’Roll di John Lennon, ma la collaborazione tra i due non finì nel migliore dei modi: minacce, una Revolver puntata alla testa di Lennon, i nastri dell’ex Beatles trafugati… Si racconta che Spector un giorno si presentò in studio vestito da chirurgo e sparò un colpo di pistola nel soffitto della cabina di regia. In un’altra occasione versò una bottiglia di whiskey sul banco mixer dello studio della A&M, rovinandolo irreparabilmente. Anni prima, per le registrazioni di “Imagine” (1971) John Lennon chiamò Phil a presenziare durante le sue registrazioni, che avvennero nello casalingo Ascot Sound Studio presso la villa di campagna (Tittenhurst Park) di John e Yoko, ubicata nella campagna placida di Ascot.

 

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Atlantic Records Group, Paramount Plaza, 1633 Broadway, New York

Fairfax High School, 7850 Melrose Ave, Los Angeles

Gold Star Studios, 6252 Santa Monica Blvd

Casa di Phil Spector, 1700 di South Grandview Drive Los Angeles

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Author: Gloria Annovi

Giornalista pubblicista. Adoro cucinare ascoltando John Coltrane, colleziono cappelli e ho un debole per la decade degli anni Sessanta e Settanta, a cui mi ispiro nell’abbigliamento. Già speaker radiofonica, mi dedico alla musica e alla scrittura da diversi anni. La mia valigia? Grande e 'tappezzata' da adesivi rock

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