5 MOSTRE MUSICALI DA VEDERE NEL MESE DI FEBBRAIO

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Ritorna la nostra rubrica dedicata alle esposizioni sparse per il mondo e a tutti i viaggiatori, che anche all’interno di un museo ricercano un’ottima colonna sonora. Bologna, Sanremo, Londra e Salerno sono le città che abbiamo scelto per il mese di Febbraio 2020. In tutte è in corso una mostra che potrebbe soddisfare le vostre esigenze, che siate fan dei Clash, David Bowie o appassionati della canzone d’autore. Buona lettura e buon viaggio!

A SANREMO IL FESTIVAL E’ANCHE UNA MOSTRA

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Claudia Mori a Sanremo nel 1970

 

Partiamo dalla città ligure di Sanremo dove, martedì 5 febbraio andrà in scela la prima serata della 70ª edizione del Festival. Per l’occasione prende il via anche l’innovativo progetto Rai “Tra palco e città”, che coinvolgerà la città di Sanremo portando il Festival fuori dall’Ariston con eventi ed esperienze sul territorio. Tra questi c’è anche la Mostra Rai “Sanremo 70”, a cura di Rai Teche e Direzione Creativa, che sarà inaugurata il 2 febbraio presso il Forte Sante Tecla. Una grande mostra per raccontare il Festival della canzone più famoso nel mondo attraverso foto d’epoca, abiti di scena e materiale documentale proveniente dall’Archivio di Rai Teche. Gli abiti e i look che hanno fatto la storia del Festival saranno poi raccontati nel dettaglio dalla mostra The Fashion Side of Festival, organizzata da The Mall Sanremo, l’esclusivo Outlet del Lusso nel cuore della Riviera dei Fiori in collaborazione con Rai Pubblicità, che permetterà ad ogni visitatore di percorrere un viaggio suggestivo tra passato e presente nel quale musica e moda – due icone e simboli dell’Italia – si mescolano tra loro in un connubio inscindibile di passione e creatività.

Dove sono le esposizoni?

‘Sanremo 70’ dal 2 febbraio al Forte Santa Tecla

The Fashion Side of Festival: dal4 al 23 febbraio, a The Mall Sanremo, outlet del lusso nel cuore della Riviera dei Fiori. Ingresso libero

 ZIGGY STARDUST IN MOSTRA A SALERNO

Bowie in mostra a Salerno

Bowie in mostra a Salerno

Per gli amanti di David Bowie segnaliamo invece che fino al 27 febbraio, al Palazzo Fruscione di Salerno sarà in mostra  Stardust Bowie by Sukita, con oltre 100 foto esposte. Una retrospettiva dedicata al quarantennale rapporto professionale e personale tra David Bowie, una delle più importanti icone della cultura popolare contemporanea e il maestro della fotografia giapponese Masayoshi Sukita, probabilmente il più importante fotografo col quale David Bowie abbia mai lavorato.  Alla mostra è collegato, a esclusiva cura di Tempi Moderni, un ricco programma di talk, concerti, proiezioni cinematografiche con presentazioni d’autore che va sotto il nome di Racconti del Contemporaneo – IV edizione, Lights on Mars e il 2 febbraio l’ingresso alla mostra è di soli 5 euro invece che 10 euro (intero), 8 euro (studenti dai 14 ai 24 anni), 5 euro (ridotto scuole, gruppi organizzati superiori a 25 persone, per i titolari di campania>artecard). Gratuito per bambini e ragazzi fino a 13 anni.

LONDRA OMAGGIA IL PUNK DEI CLASH

London Calling, The Clash

London Calling, The Clash

 

Questa mostra noi ci auguriamo di vederla a fine febbraio, quando ritorneremo per l’ennesima volta a Londra.

Si tratta di una piccola esposizione che ripercorre uno dei momenti più importanti per la cultura musicale britannica, quello della nascita del punk, che nacque nel 1979 a sconvolgere ogni equilibrio in essere fino a quel momento. Tra gli album chiave di questo genere musicale c’è London Calling, considerato uno dei più grandi dischi rock di tutti i tempi, terzo album della iconica punk rock band inglese The Clash. In occasione delle celebrazioni dei 40 anni di London Calling, al The Museum of London è in corso da fine 2019 The Clash: London Calling, mostra a ingresso gratuito che presenta una collezione di oltre 150 oggetti dell’archivio dei The Clash. Fotografie, musica, strumenti, taccuini, capi di abbigliamento, video e cimeli tutti da fotografare, come il Fender Precision Bass che Paul Simonon fracassò sul palco del Palladium di New York nel 1979 (foto) o le bacchette di Topper Headon. La mostra (tutte le info qui) rimarrà aperta sino ad aprile 2020

A BOLOGNA DAI QUEEN ALLE CANZONETTE

Uno scatto di

Uno scatto di Denis O’Regan

Passiamo alle proposte presenti nella città di Bologna. Alla ONO arte troviamo “Helicopter’s Day – I Queen di Denis O’Regan” mostra dedicata al lavoro del famoso fotografo britannico che seguì i Queen durante il leggendario Magic Tour del 1986 e che ha immortalato la band all’apice della loro carriera. Inaugurata il 12 dicembre la mostra, ad ingresso libero, sarà visitabile fino all’1 febbraio 2020. Poi inaugurerà quella dedicata alla pittrice Frida Kahlo. Su musicpostcards.it abbiamo già avuto modo di recensire anche questo spazio, che si presenta come un simpatico connubio tra galleria d’arte, bookshop e record shop, con tanto di piccolo spazio bar annesso e aperto durante gli orari delle esposizioni in corso. Consigliato!

E ancora…

Un mio scatto della mostra bolognese

Un mio scatto della mostra in corso a Bologna

 

Sempre a Bologna è in corso ‘Noi…non erano solo canzonette’ (foto), la mostra sui venticinque anni (’58 – ’82) della musica italiana che hanno rivoluzionato l’Italia. In questa esposizione la musica fa da collante nel raccontare al pubblico le rivoluzioni e i cambiamenti sociali, etici ed economici della nazione. L’esibizione, a Palazzo Belloni, organizzata da QN – il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno, rimarrà aperta fino al 12 aprile. In cuffia potrete riascoltare anche i classici di Domenico Modugno, Lucio Dalla, Patty Pravo o rivivere l’ingresso delle forze dell’ordine presso Radio Alice, il 13 marzo del 1977. Ingresso intero euro 12, ma ci sono parecchie riduzioni, anche per i soci Coop. Noi l’abbiamo già vista e l’abbiamo trovata carina e interessante per avere informazioni su alcune canzoni e alcuni eventi importanti che hanno caratterizzato la storia della musica e della cultura del nostro Bel Paese.

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Gloria Annovi

Author: Gloria Annovi

Giornalista pubblicista. Adora cucinare ascoltando John Coltrane, colleziona cappelli e ha un debole per la decade ’60-’70, a cui si ispira nell’abbigliamento. Già speaker radiofonica, si dedica alla musica e alla scrittura da diversi anni. La sua valigia? Grande e 'tappezzata' da adesivi rock

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