In pellegrinaggio alla casa di Vasco Rossi

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Mentre guido verso Zocca, la città natale di Vasco Rossi, ascolto un vecchio singolo del 1987 Vivere una favola. Quando è uscito avevo solo 5 anni ma stranamente, a distanza di tanto tempo, il suo testo mi risuona nella testa come un mantra. Le canzoni di Vasco sono come dei piccoli flashback, in grado di farmi rivivere i momenti più toccanti della mia esistenza.

 

Ogni tappa della mia adolescenza potrebbe essere raccontata da una sua canzone e anche se negli anni ho modificato i miei ascolti, virando verso il cantautorato e il folk americano, Vasco resta intoccabile. E’ così sincero nel suo modo di fare musica che riesce ad entrare nel cuore di tutti. Vasco ha la fragilità di Sally ma la faccia tosta di Alfredo e quando sale sul palco gridanto “Ehhhh” ti senti di voler esplodere anche tu in un urlo liberatorio.

Entrati a Zocca, foto di Gloria

Entrati a Zocca, foto di Gloria

La strada che porta a Verrucchia, un paesino ai piedi di Zocca in cui ha comprato casa, è un continuo alternarsi di tornanti. Da Reggio Emilia serve più di un’ora per raggiungerla ma arrivati quasi a destinazione il panorama regala un bellissimo skyline: le curve sinuose del Cusna e del Monte Cimone sembrano potersi toccare allungando le dita. Al castello incantato del Re di Zocca si arriva imboccando una via strettissima e ripida, che taglia un vecchio borgo fantasma in due.

Una bella immagine di Vasco

Una bella immagine di Vasco

E’ ancora inverno e le strade sono praticamente deserte. A rompere il silenzio un arcobaleno di colore che illumina tutta Via Divisione Tridentina e che copre la cancellata di una casa bianca. Sembrerebbe una comunisima villetta di montagna, se non fosse per queste opere d’arte, omaggio dei fan di Vasco, che la rendono un dissacrante santuario per rocker convertiti alla religione del Blasco.

Foto di Gloria

Foto di Gloria

La facciata della casa, foto di Gloria

La facciata della casa, foto di Gloria

E’ qui che si rifugia il musicista dopo qualsiasi concerto emiliano. In paese mi dicono che luglio è il mese migliore per vederlo, perchè questa è solo una delle sue abitazioni: “Adesso abita a Los Angeles” confida la sua giornalaia con un simpatico accento del posto.

Eccomi sulla via della casa di Vasco

Eccomi sulla via della casa di Vasco

In verità Vasco è nato a Zocca, il 7 febbraio del 1952 e la sua è davvero una favola a lieto fine. La mamma Novella e il papà Carlo sono due persone semplici: lei fa la casalinga e il babbo il camionista. La famiglia Rossi non può permettersi troppi agi e confort, giusto un vestito per la festa, ma Vasco cresce comunque sereno.

Foto di Gloria

Foto di Gloria

Anche se timidissimo si crea la sua ‘banda’ di amici con cui va a pescare in riva al fiume Panaro e con cui si ritrova nei bar del paese. Infine ha la musica, quella che la mamma cerca di fargli apprezzare già in tenera età. Prende lezioni di canto e a 14 anni fonda la sua prima band, un quintetto che improvvisava cover di successi di musica pop, da Caterina Caselli ai Camaleonti. Mi guardo intorno e cerco di immaginarlo mentre prende la coriera per scendere a Modena. I capelli già indomabili, un pacchetto di  Lucky Strike nei jeans stretti e la voglia di scoprire cosa gli nasconde il mondo che vede solo dall’alto.

Tra i murales dedicati a Blasco

Tra i murales dedicati a Blasco

Prima di acquistare la casa di Verrucchia Vasco ne ha cambiate diverse, senza contare gli anni del collegio e quelli bolognesi, legati alla sua esperienza universitaria. La cosa che fa più sorridere di questa casa, in cui vive con la moglie Laura Schmidt, è che non ha più nè campanello nè qualche mattonella del muro. La prima a sparire è stata la placca del campanello, poi sono arrivate le prime scritte sulla cancellata.

Marco

Marco

I sit-in davanti al portone e poi le notti ad alzarsi perchè qualcuno bussava alla porta. Tutti a cercare Vasco, a lasciargli messaggi d’amore sul marciapiede. Stralci delle sue canzoni, cuori, ringraziamenti. Quasi fosse il cancello rosso di Strawberry Fields e lui il paroliere più venerato della Pianura Padana. Arrivano in auto, moto, bici da corsa e nelle orecchie hanno la tutti la stessa cosa: una sua canzone.

Come a Strawberry... Foto di Gloria

Come a Strawberry… Foto di Gloria

Mi sono chiesta cosa ne pensino in paese di questi murales, come Vasco gestisca a sua privacy e come riesca a domare il popolo del Blasco, che con pioggia o sole arriva a qualsiasi ora del giorno in paese. La verità è che la favola del signor Rossi è quella di una comunità, che grazie alla musica ha vivacizzato un ‘anonimo’ borgo di montagna (non me ne voglia nessuno) che oggi vive di turismo musicale, grazie anche all’amore dei fan per il compianto Massimo Riva.

Mi auguro che questo incantesimo contiui in eterno…

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Casa Vasco Rossi

Via Divisione Tridentina, Verrucchia

Zocca, Modena

 

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Gloria Annovi

Author: Gloria Annovi

Giornalista pubblicista. Adora cucinare ascoltando John Coltrane, colleziona cappelli e ha un debole per la decade ’60-’70, a cui si ispira nell’abbigliamento. Già speaker radiofonica, si dedica alla musica e alla scrittura da diversi anni. Non vivrebbe senza il suono della pedal steel guitar e vorrebbe vivere a Nashville (USA), con il suo compagno. Seguimi in questa mia nuova avventura! ______________________________________________________________________ Hi, I'm Gloria and I'm a journalist. I love cooking with the sound of John Coltrane. I’m collect hats, I love the style of the 60s and 70s and I have a special passion for vintage clothing. I’ve been a DJ since 2003, working in different radio stations in my country and as a freelance. I could never live without the pedal steel sound and I dream of living in Nashville (TN) with my boyfriend Marco. My last web project is the site www.remark-re.it, a virtual guide of my city, Reggio Emilia (IT). Follow my new musical adventures on Musicpostcards.it

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