Salvation Mountain. Nelle terre selvagge della California

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Slab City.

A quattro ore di auto da Los Angeles ho visto con i miei occhi come si può vivere nel paradiso dell’inferno. Siamo nel bel mezzo del nulla. Ad una manciata di chilometri dal lago Salton, un tempo meta dei turisti e oggi una gigantesca pozza d’acqua puzzolente, abitata da cormorani e circondata da pesci morti a causa dell’inquinamento provocato dagli esperimenti militari di una vicina base, dove ci fermano per un controllo

Salt Lake, foto di Gloria Annovi

Salt Lake, foto di Gloria Annovi

Ho i brividi pensando che sotto di noi si muove la faglia di Sant’Andrea. È famosa per i devastanti terremoti che si sono verificati nelle sue immediate vicinanze, ma qui le uniche cose che potrebbero essere fagocitate dalla terra sono vecchie roulotte, auto abbandonate e camper.

Foto di Gloria Annovi

Foto di Gloria Annovi

Salvation Mountain

Foto di Gloria Annovi

Ma c’è anche la coloratissima Salvation Mountain, costruzione artificiale dipinta con colori acrilici e ricoperta di frasi dedicate a Dio, frutto del lavoro di un certo Leonard Knight, membro della comunità stravagante di Slab City, formata da religiosi, hippy e persone che vogliono fuggire alla civiltà.

Salvation Mountain, foto di Gloria Annovi

Salvation Mountain, foto di Gloria Annovi

E se negli anni Cinquanta qui vi sorgeva una base militare (in parte ancora attiva), oggi a Slab si arriva solamente per due cose: fuggire ad una vita fatta di consumi e salire sino alla punta di Salvation Mountain, divenuta famosa grazie alla pellicola “Into the Wild- Nelle terre selvagge”diretta da Sean Penn, che qui ha girato parte delle scene.

Niente acqua corrente, elettricità. Solo pannelli solari, polvere, cactus e un caldo disarmante nei mesi estivi. Per arrivare in questa terra di nessuno dovrete fare chilomentri e chilometri in mezzo al nulla. Noi siamo arrivati da Joshua Tree ma in tanti scelgono questa tappa partendo da Palm Springs (due ore abbondanti di auto).

Foto di Gloria Annovi

Foto di Gloria Annovi

Nel nostro caso abbiamo posizionato il navigatore verso Niland, un pezzetto di terra desertica dove l’unico ristoro che abbiamo trovato è un Diner chiamato Buckshot Deli che, per i suoi animali impagliati e tendine a fiori rossi, mi ha ricordato le scene girate in un club ne “I segreti di Twin Peaks“. In compenso il gestore è stato molto gentile. Servono cibo tex-mex e torte fatte in casa.

I colori di Salvatioun, foto di Gloria Annovi

I colori di Salvation, foto di Gloria Annovi

La montagna di Salvation è a cinque minuti di auto da Niland ed è presa d’assalto dai turisti ad ogni ora del giorno. La comunità di Slab City accoglie le piccole e grandi offerte, ma salire sulla cima della montagnola colorata non costa nulla; la vostra generosità sarà ricompensata con una preghiera rivolta a Dio.

Foto di Gloria Annovi

Foto di Gloria Annovi

Mi fermo a pensare alla pellicola di Penn (che mi aveva toccato molto) mentre un gruppo di turisti giapponesi scattano selfie davanti ad un furgoncino arrugginito, che riporta sul fianco, la scritta “God is Love” (Dio è amore) la stessa che ricopre la cima di Salvation. Dopo la morte di Leonard Knight, che abitò per oltre 30 anni ai piedi della montagna nella sua automobile, i suoi ‘discepoli’ continuano ad allargare questa costruzione fatta di paglia, tronchi d’albero e terriccio.

Auto abbandonata a Salvaioun, foto di Gloria

Auto abbandonata a Salvaioun, foto di Gloria

Grazie all’aiuto di un nativo americano, che insegnò a Leonard come rendere l’interno della montagna fresco e resistente, oggi i turisti possono attraversare i suoi cunicoli senza timore, seguendo le istruzioni del nuovo custode.

Foto di Gloria

Foto di Gloria

Work in progress, foto di Gloria

Work in progress, foto di Gloria

Il sogno di Knight era di poter vivere in questo grande altare dedicato a Dio e per qualche giorno ospitò realmente le visite di Christopher McCandless (protagonista del film di Penn), giovane proveniente dalla Virginia Occidentale che subito dopo la laurea abbandona la famiglia per intraprende un lungo viaggio di due anni attraverso gli Stati Uniti, fino a raggiungere le terre selvagge dell’Alaska.

Marco dentro a Salvatioun

Marco dentro a Salvation

Ho fotografato la sua immagine, che Leonard custodiva nella sua montagna sacra, abitata anche da gatti randagi, che paiono gli unici veri custodi di questo bizzarro mausoleo.

La foto di Chris

La foto di Chris

La sensazione che ha lasciato a me, mio fratello e Marco questo luogo è di angoscia. Perchè salendo tutti i coloratissimi gradini di Salvation ti rendi conto di far parte di un disegno apocalittico.

La vista dall'alto, foto di Gloria

La vista dall’alto, foto di Gloria

Il nulla... foto di Gloria Annovi

Tutto intorno a Salvation… foto di Gloria Annovi

Il mio consiglio è di partire per questo luogo con acqua, cibo take-away e benzina nell’auto. Il viaggio è davvero lungo e lo sconsiglio nei mesi più caldi, quando anche la comunità di Slab si sposta in posti più freschi dell’America.

“Che Dio sia con voi!” (direbbe Leonard)

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Salvation Mountain

Beal Rd, Niland (Califonia)

Entrata libera

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Gloria Annovi

Author: Gloria Annovi

Giornalista pubblicista. Adora cucinare ascoltando John Coltrane, colleziona cappelli e ha un debole per la decade ’60-’70, a cui si ispira nell’abbigliamento. Già speaker radiofonica, si dedica alla musica e alla scrittura da diversi anni. La sua valigia? Grande e 'tappezzata' da adesivi rock

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